CrossFit e Tennis, la storia di un grande amore

Parliamo spesso di CrossFit che nella sua completezza di movimenti fa di questa disciplina uno sport a tutto tondo e a pieno titolo. In realtà proprio per la sua vastità di elementi e possibilità di adattamenti sappiamo bene che tutti gli allenamenti così detti funzionali possono essere complementari ad un altro sport qualora le esigenze dell’atleta richiedano un focus maggiore su forza, capacità aerobica o coordinazione.

Ed ecco che troviamo in internet una vastità di articoli e testimonianze, se non ché studi, che approfondiscono e raccontano come il CrossFit può essere abbinato ad un altro sport per completare una certa preparazione atletica.

Bene, oggi vi portiamo una diretta testimonianza di Jacques Duyver che si allena presso CrossFit Thorax con continuità e passione da ormai quasi un anno. Cosa l’ha spinto ad entrare in un box? L’altra sua grande passione sportiva: il Tennis!!

E si, sono sempre di più gli atleti, professionisti e amatori, che si mettono in gioco nel CrossFit per sviluppare una preparazione atletica di un certo tipo a beneficio del loro sport principale; in questo caso Jacques ci racconta la sua esperienza abbinata al tennis.

***

Dall’età di 17 anni la mia passione è diventata il tennis, vivevo di tennis, respiravo tennis. Tutto il giorno a pensare a come impugnare la racchetta, a come colpire la palla, ai servizi che non venivano, ai miei rovesci in lungo linea che spesso lasciavano stupito pure me. Due ore di allenamento a settimana e due ore di partita, più eventuali tornei, insomma in testa avevo sempre e solo quel campo coperto di terra rossa diviso in due da una rete.

Più crescevo, più mi allenavo sulla tecnica del colpo, sulla tattica giusta per fare il punto sprecando meno energie possibili e più trascuravo la preparazione atletica. Mi dicevo:

“sulla palla ci arrivo sempre, a volte pure in anticipo, avrò mica bisogno di andare a correre?”

e poi

“se la colpisco bene viaggia sta palla, guarda sto dritto come va…” “…no cazzo, ho perso ancora, ma come faceva quello ad arrivare su qualsiasi palla, a muoversi così bene e non essere mai stanco?!?!?!?”.

Le sconfitte più stupide spesso nascevano da una scarsa lucidità mentale, mi dicevo “certo che questo lo potevo battere” e mi mortificavo. Cercavo di analizzare ogni dettaglio della partita, prestando sempre poca attenzione alla preparazione atletica. Quando veniva la bella stagione andavo a corricchiare un po’, fare 7 km mi sembrava già un successone. In quei periodi sul campo ero più lucido, con più ossigeno in corpo e pensavo che bastasse quello, una corsetta ogni tanto. Quanto mi sbagliavo, quante cose che non sapevo.

Il tennis è uno sport abbastanza logorante e iniziavo a sentire i primi dolorini alle spalle e alla schiena, per non parlare di 2 grossi infortuni allo stesso ginocchio. Dopo circa 10 anni di allenamenti fatti solo in campo, di partite viste in tv o sugli spalti mi sono iscritto in palestra, ho sentito che le mie spalle soffrivano di meno, anche se spesso ero vittima di contratture, ho visto la mia massa crescere, ma il mio tennis era rimasto lo stesso e in palestra tra macchinari e pesi mi annoiavo, tutto troppo statico, insomma, mancava ancora qualcosa.

Mentre facevo zapping sui canali di Eurosport e Supertennis ricordo di aver pensato questa cosa:

“No, la palestra non fa per me, ci vorrebbe qualcosa di più… di più… ohhh…e che fanno questi? Cazzo che fighi!”

erano i Games di non ricordo che anno. Ho cercato un box vicino a casa e mi sono iscritto.

Ricordo i primi allenamenti, mi sembravano infiniti, faticosissimi… mentre cercavo di fare qualcosa che assomigliava a uno snatch guardavo il mio bilanciere vuoto e sognando di riempirlo come quello del mio vicino. Tornavo a casa pieno di dolori e DOMS che mi accompagnavano per giorni. Sul campo da tennis ero imballato inizialmente, appesantito e dolorante, ma ero certo che questo nuovo allenamento potesse fare per me e migliorare il mio tennis.

Dopo tre mesi al box i risultati sul campo si sono visti… eccome se si sono visti.

Recuperi su palle che ormai erano già morte, servizi che viaggiavano molto di più, una serie di vittorie inaspettata e la mensola delle coppe che si riempiva. Mi sentivo invincibile con questa arma segreta, una preparazione atletica praticamente da professionista.
Ho scoperto che Thiem e Zverev, nei top 10 ATP ranking da anni anche se hanno meno di 25 anni, nelle loro sessioni di allenamento hanno inserito il CrossFit per aumentare la loro capacità aerobica e la loro resistenza allo sforzo.

zverev
(Sascha) Alexander Zverev

Quando a Crossfit Thorax, dove mi alleno, mi sfogo, mi rilasso e mi sento vivo, hanno proposto il corso di Mobility ho deciso subito di iscrivermi. Pensavo a come una maggior elasticità fisica mi avrebbe aiutato a prevenire gli infortuni e ad allungarmi meglio su quella palla che avrei preso se solo avessi avuto qualche centimetro in più.

Il CrossFit non ha solo allenato il mio corpo, ma anche la mia mente; rimanere focalizzato sull’obiettivo pensare al movimento corretto anche quando sei stremato e non cedere mai, nemmeno quando tutto sembra impossibile. Ho acquisito una maggior coscienza del mio corpo, conosco meglio ogni mio muscolo e conosco ogni mio limite, il limite che non c’è. Autostima e sicurezza sono cresciute di conseguenza, ora so chi sono e cosa posso fare, sono un uomo nuovo.

Ora quando scendo in campo penso a quanto ho sudato al box, ai progressi fatti, a come mi sono riscaldato e preparato per la partita che sto per affrontare. Vedo il mio avversario con un po’ di pancetta o che inizia a fasciarsi ginocchia e gomiti, difficilmente fa altri sport ed è pronto per giocare ma un po’ spaventato da quello che succederà, se la partita durerà troppo, se sarà una battaglia infinita. Rivedo in lui quello che ero, mi rivedo in chi pensa che due sport così differenti, due discipline che hanno così poco in comune non possano c’entrare nulla, che stare in campo sia il miglior allenamento possibile.

Quanto mi sbagliavo…

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